76) Eccles. Mondo 1, Mondo 2, Mondo 3.
In collaborazione con Popper, Eccles aveva elaborato la teoria
dualistico-interazionalista, che espone in breve in questa
lettura, contrapponendola ad altre pi in voga. Essa distingue la
totalit del reale in Mondo 1, Mondo 2 e Mondo 3.
J. Eccles, voce MENTE, in Enciclopedia del Novecento, volume
quarto, Istituto dell'Enciclopedia italiana, Roma, 1979, pagine 91-
95.

 Per il nostro scopo presente  importante chiarire i termini del
problema, in primo luogo esponendo brevemente la concezione dei
tre mondi di Popper e in secondo luogo presentando un diagramma
esplicativo delle principali teorie, cosicch le teorie
materialistiche della mente possano essere messe a confronto con
la teoria dualistico-interazionistica proposta in questa sede.
1. Il 1 mondo  l'intero mondo materiale degli universi
inorganico e organico, che include tutte le entit biologiche,
anche i cervelli umani, e tutti i manufatti.
2. Il 2 mondo  il mondo che include non solo le nostre immediate
esperienze percettive, visive, uditive, tattili, di dolore, di
fame, di rabbia, di gioia, di paura eccetera, ma anche i nostri
ricordi, fantasie, pensieri, progetti, e al centro di tutto ci il
nostro io, unico, soggetto delle nostre esperienze.
3. Il 3 mondo  il mondo della creativit umana, che comprende,
per esempio, i contenuti oggettivi dei pensieri che stanno alla
base delle produzioni scientifiche, artistiche e letterarie. Il
terzo mondo  pertanto il mondo della cultura in tutte le sue
manifestazioni, come  stato spiegato da Popper.
Le teorie dominanti sul rapporto mente-cervello accettate oggi dai
neuroscienziati sono puramente materialistiche, nel senso che
attribuiscono completo dominio al cervello. Non si nega che la
mente o coscienza esista, ma le si attribuisce un ruolo passivo
identificandola con quelle esperienze mentali che accompagnano
alcuni tipi di attivit cerebrale - come per esempio la percezione
della propria identit psiconervosa - e la si considera priva di
ogni effettiva influenza sul cervello. Il complesso meccanismo
nervoso del cervello funziona in modo determinato
materialisticamente, indipendentemente da ogni forma di coscienza.
Le esperienze del senso comune secondo le quali possiamo
controllare, entro certi limiti, le nostre azioni o esprimere i
nostri pensieri attraverso il linguaggio sono, si sostiene,
illusorie. In realt  raro che questa concezione sia espressa
cos apertamente e tuttavia corrisponde esattamente alla
descrizione che ne abbiamo fatto, a dispetto di ogni tentativo,
anche sofisticato, di dissimularla.

Figura 1. - Rappresentazione diagrammatica delle teorie
concernenti il rapporto cervello-mente.

1 mondo = tutto il mondo fisico (f) o materiale (m) incluso il
cervello.
2 mondo = tutte le esperienze mentali o soggettive.
Il mondo l f  tutto il mondo materiale privo di stati mentali.
Il mondo 1 m  quella minuscola frazione del mondo materiale alla
quale sono associati stati.
mentali.
Materialismo radicale:                 1 mondo = mondo l f; mondo
1 m = 0;
2 mondo = 0.
Pampsichismo:                             tutto  1 c 2 mondo;
il 1 mondo e il 2 mondo non.
                                                      esistono
separatamente
Epifenomenalismo:                  1 mondo = mondo 1 f + mondo 1
m;
mondo 1 m 2 mondo.
Teoria dell'identit:                    1 mondo = mondo 1 f +
mondo 1 m; mondo 1 m = 2.
                                                     mondo
(l'identit)
Dualismo-interazionismo:   1 mondo = mondo 1 f + mondo 1 m; mondo
1 m interagisce con 2                                 mondo;
questa interazione avviene nel cervello di collegamento, cc =
mondo 1 m.
Sicch 1 mondo = mondo 1 f + mondo cc e mondo 1 cc interagisce
con 2 mondo.

Nella fig. 1 il 1 mondo  diviso in un mondo 1 f e in un mondo 1
m infinitamente piccolo. In generale le teorie materialistiche
sono quelle che asseriscono che gli eventi mentali non possono
avere alcun reale effetto sugli eventi cerebrali del 1 mondo -
che il 1 mondo  chiuso a ogni possibile influenza esterna, come
 postulato, invece, dalla teoria dualistico-interazionistica.
Questa chiusura del 1 mondo  assicurata in quattro modi
differenti nelle quattro variet di materialismo illustrato nella
fig. 1.
1. Il materialismo radicale asserisce che tutto  mondo 1 f.. Si
nega o si ripudia l'esistenza degli eventi mentali, in quanto
semplici illusioni: il problema del rapporto mente-cervello  un
non problema.
2. Il pampsichismo asserisce che tutta la materia ha uno stato
interno mentale o protopsichico; poich questo stato  parte
integrante della materia, non pu avere alcun effetto su di essa.
La chiusura del 1 mondo  salvaguardata.
3. Secondo l'epifenomenalismo gli stati mentali esistono in
relazione ad alcuni eventi materiali, ma non hanno alcuna
importanza causale. Anche in questo caso la chiusura del 1 mondo
 salvaguardata.
4. La teoria dell'identit o teoria dello stato centrale o teoria
psiconervosa afferma che gli stati mentali esistono come aspetto
interiore di alcune strutture materiali che nelle formulazioni
attuali sono limitate a strutture cerebrali come le cellule
nervose. Questa postulata identit pu sembrare un modo di
attribuire potere causativo agli eventi mentali, dato che le
cellule nervose identiche agli stati mentali hanno questo
potere. Tuttavia il risultato di questa operazione  che gli
eventi puramente materiali dell'attivit nervosa bastano di per s
a fornire tutte le risposte date dalla coppia mente-cervello: si
preserva cos la chiusura del 1 mondo.
A queste teorie materialistiche o parallelistiche si oppongono
quelle dualistico-interazionistiche, rappresentate
diagrammaticamente nella parte inferiore della fig. 1. L'assunto
fondamentale di queste teorie  che la mente e il cervello sono
entit indipendenti, in quanto il cervello appartiene al 1 mondo
e la mente al 2 mondo, e che essi in qualche maniera
interagiscono. Vi  quindi una frontiera, e attraverso questa
frontiera si verificano interazioni in entrambe le direzioni,
concepibili come un flusso di informazione, non di energia. Ci
troviamo quindi di fronte alla straordinaria concezione secondo
cui il mondo della materia-energia (1 mondo) non  completamente
sigillato, come vuole un principio fondamentale della fisica, ma
vi sono delle piccole crepe, in mancanza delle quali il 1 mondo
sarebbe perfettamente chiuso.
Novecento filosofico e scientifico, a cura di A. Negri, Marzorati,
Milano, 1991, volume terzo, pagine 396-398.
